Non ho mai preteso con questi miei articoli di farmi dei nuovi amici all’interno della mia categoria, quella dei consulenti finanziari, e neppure in quelle limitrofe.

Oggi intendo portare avanti questa, secondo me, nobile, tradizione di rompiscatole, commentando un paio di articoli, tra i tanti discutibili, che spesso mi capitano sotto gli occhi. 

Accade infatti che quotidiani finanziari con evidenti necessità di riempire spazi altrimenti bianchi, ospitino articoli che elencano sfilze di previsioni sull’andamento futuro dei mercati.

Ciò al netto di una buona dose di invidia nel vedere che un importante quotidiano finanziario (nello specifico il Sole 24 ore) ospita e conferisce autorevolezza alla voce di un collega, anziché alla mia!

Nello specifico mi riferisco oggi al supplemento Plus del Sole 24 ore di sabato 3 dicembre 2022. 

Le mie perplessità sono di vario genere.

Passo ad elencarne un paio:

ORIENTARE I DISORIENTATI

In un paese notoriamente carente di educazione finanziaria, quale funzione svolge il supplemento finanziario di un autorevole quotidiano economico? Chi decide la linea editoriale? E’ mai possibile che ogni settimana vi si ospitino articoli che parlano dei trend sui mercati con toni del tipo “…una finestra di 4-5 mesi per tornare ad acquistare obbligazioni…”, abilmente miscelati con utili e seri contributi alla cultura finanziaria del risparmiatore? 

Come fa un povero diavolo, che nella vita si occupa di altro, a distinguere ciò che è contributo alla corretta gestione dei propri risparmi dalla pura FUFFA propalata da pseudo-veggenti del settore?

E’ evidente che il risultato prodotto sul medio risparmiatore italico, disorientato dal recente ondeggiare della maggior parte dei mercati più importanti, sia riconducibile al meccanismo conosciuto quale effetto Donning- Kruger, ovvero:

Capisco poco+

Sabato ho letto il Sole 24 ore =

Ho risposte semplici a problemi complessi=

Sono un Esperto!

C’è la tendenza infatti a spacciare come facili e accessibili soluzioni di investimento che tanto innocue non sono, senza sottolinearne particolarmente i rischi connessi. Il risparmiatore spesso, seguendo questi consigli, pensa di aver individuato una soluzione semplice ad un problema per sua natura intricato e complesso. Ed è qui che scatta la trappola!

Ad esempio, sul summenzionato settimanale a pagina 4 si consiglia di inserire in portafoglio un 20% di obbligazioni brasiliane, mentre a pagina 7, in un altro articolo, si scopre che il Real brasiliano è considerato ad oggi una delle valute più pericolose disponibili sul mercato. 

Nell’arco di 3 pagine mi si consiglia quindi di investire 1/5 dei miei averi su strumenti che, sì, hanno cedole molto elevate, ma che nel volgere di pochi mesi potrebbe perdere molto del loro valore, perché denominato in una valuta estremamente fragile.

Le lire turche hanno perso rispetto all’euro in 10 anni oltre il 70% del loro valore, e così i titoli di stato in quella valuta.

Vedasi per verifica ciò che è accaduto alla Lira Turca, una volta molto consigliata da alcuni sedicenti esperti!

 IL RESPONSO DEL VEGGENTE

 Altra domanda:

Il consulente finanziario, specie se indipendente, ovvero non legato a nessuna società mandante, quindi, teoricamente, privo di qualsivoglia conflitto di interesse nei confronti del risparmiatore, è il  prudente pianificatore delle ricchezze del cliente e custode della razionalità finanziaria oppure è un abile parapsicologo da fiera paesana, piccolo Mago Otelma dei mercati, che fa a gara con i colleghi a chi la spara più grossa?

In un articolo a pagina 4 dal titolo normativo ed accattivante “Si parte dal Btp. Poi ci sono gli Stati Uniti” si scopre che il consulente autonomo XXX ritiene il mondo obbligazionario “ un universo tatticamente (???) investibile”, pronostica  un rafforzamento del dollaro” e propone, appunto, una puntata (è il caso di dirlo) sulle obbligazioni brasiliane.

Un altro collega, YYY, poche righe dopo, “..sta alla larga dagli Stati Uniti…”,  e ritiene pericolose le obbligazioni dei paesi emergenti (tra i quali milita, almeno fino a stamani, il Brasile!).

ZZZ, nello stesso pezzo, al contrario dei colleghi, sconsiglia le scadenze brevi e invita il tramortito lettore ad acquistare solo Btp con scadenze medio-lunghe.

i 3 novelli Nostradamus de noantri argomentano con dovizia le proprie previsioni, ma è più che evidente che le aspettative di rendimento a breve termine dei clienti di qualcuno di questi 3 colleghi verranno amaramente smentite dai fatti. Forse quelle dei clienti di tutti e 3. 

Credo però che tutti e 3 in egual modo pretenderanno di riscuotere una parcella dai propri clienti, se ne hanno!

INSOMMA…

A chi o a che cosa serve un articolo del genere?

E’ mai possibile che la figura del consulente finanziario, ovvero dell’ESPERTO di gestione dei risparmi, sia messa alla berlina in questo modo?

Vi immaginate 3 chirurghi, o 3 notai che, posti di fronte allo stesso caso di studio, consiglino terapie o soluzioni DIAMETRALMENTE opposte le une alle altre?

E’ veramente questo ciò che si chiede al Consulente Finanziario nel 2022 in Italia?

Non sarebbe più utile sostenere il lavoro di coloro, e spero siano la maggioranza, indipendenti o con mandato, che promuovono una corretta diversificazione, un approccio di medio lungo termine, un legame con obiettivi di vita della famiglia, un rapporto virtuoso col rischio finanziario?

Ovviamente sì, ma evidentemente nella redazione del Sole 24 ore, sull’argomento, ci sono pareri discordanti.

E la vittima, come al solito, è un risparmiatore sempre più confuso, deluso, ed in balia dei mercati e dei veggenti di turno.